Seduto per terra, da qualche parte in giro per casa.
Whisky sdraiato tra le mie gambe sonnecchia, tremando un pò.
Ascolto un pò di musica al pc, al momento c'è Niccolò Fabi.
Ultimamente è tutto un pò triste e confuso. Del resto la mia vita è sempre stata così.
E in tutto questo caos anche un altro traguardo sembra arrivare, forse quello più desiderato : la laurea.
Da giorno 11-11 sarò "Dottor Biondo". Ci ho sudato tre anni della mia vita per poterci arrivare, ho odiato e fanculizzato il mondo intero e sono stato la persona più acida, scorbutica e irascibile di questo inferno che chiamiamo mondo. Tre anni.
Tre anni in cui gli "amici" sono spariti e altri nuovi ne sono arrivati.
Tre anni in cui il mondo, per me, ha cambiato il suo moto almeno una decina di volte. Tre anni che vorrei poter portare indietro e premere il tasto rosso e grande con scritto "REC".
Tre anni che voglio dimenticare, soprattutto adesso, soprattutto questo periodo che non passa. Questo infinito silenzio in questa casa vuota e queste continue voci nella mia mente, questi pensieri assurdi, pensieri cattivi.
Vorrei che tutto passi in fretta.
Vorrei smettere adesso di sentire freddo nelle ossa.
Vorrei che lei fosse qui.
Vorrei non dover sentire stronzate alla tv.
Vorrei non dover sottostare a politici mafiosi.
Vorrei non dover vedere far carriera gente che succhia l'uccello al capo.
Vorrei meno presunzione.
Vorrei non avere questa febbre.
Vorrei sapere cosa mi riserva il futuro.
Vorrei uccidere.
Vorrei morire dentro.
Vorrei vivere un'altra vita.
Vorrei sapere tu cosa ne pensi di tutto questo; di tutto questo che va costantemente a puttane.
Vorrei sapere perchè siamo qui, perchè dobbiamo soffrire ed essere giudicati.
Vorrei ...
E, mentre il mio sfogo potrebbe non aver termine, l'ultimo brano di Fiorella Mannoia giunge al termine. Questo brano forse racchiude un pò tutto quello che ognuno di noi vorrebbe dire e non riesce a trovare le parole...
Lo dedico a chi non può avere la stessa fortuna mia di sfogarsi, di raccontarsi, di urlare quando ne ha voglia. Lo dedico a chi non ha più voce.
Lo dedico a Sarah e spero che guardandoci, dovunque tu sia, puoi ridere di noi e ridere di tutta questa oscena follia che ti ha portato via.
«Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.»[Alessandro Baricco]
sabato 16 ottobre 2010
sabato 2 ottobre 2010
M'abituerò
Metto su un vecchio disco di Bob Dylan, Blowing in the wind fa irruzione nella mia camera spoglia.
Pochi mobili, disordine dovunque e pile di libri e fogli sparsi un pò everywhere.
I traslochi li ho sempre odiati.
Giorno 22, dopo ben 18 anni, cambio casa. Non so se effettivamente mi faccia piacere o mi dispiaccia.
Mentre cerco di pensarci provo a scrivere la tesi, the last shot a questa triennale che finalmente sembra giungere at the end.
Se ne va lasciandomi non poche perplessità, una su tutte la scelta di continuare la magistrale. Non sapendo se sceglierla o no, intanto mi accontento dei corsi singoli e da giorno 11 si inizia con Pattern Recognition.
Se potessi esprimere un desiderio, adesso, forse non saprei cosa scegliere. Di cosa ho bisogno non lo so nemmeno io. Come direbbe il Mad Hatter "ho perso la mia moltezza ! " e, quando non si è più "moltosi" forse si ha bisogno di un wonderland. E allora mi sento un pò come la piccola Delacorix, la bimba Lulù del mio libro preferito che con la propria doll viaggia con l'immaginazione e va via da una prigione troppo stretta per lei.
La realtà è che oggi anche i sogni hanno un prezzo.
Chi non ha un futuro non può permettersi di sognare. Chi rimane tra il passato e il presente è già morto e, si sa, i cadaveri difficilmente sognano.
E mentre penso a tutto questo mi accorgo che la canzone è già terminata, che Bob canta già altro, che Whisky ha abbandonato il suo giocattolo per andare a dormire tra i miei piedi, che fuori le macchine continuano a scorrere lungo la tangenziale. Tutto va avanti anche senza di noi. Prima o poi ci farò l'abitudine, prima o poi m'abituerò.
Pochi mobili, disordine dovunque e pile di libri e fogli sparsi un pò everywhere.
I traslochi li ho sempre odiati.
Giorno 22, dopo ben 18 anni, cambio casa. Non so se effettivamente mi faccia piacere o mi dispiaccia.
Mentre cerco di pensarci provo a scrivere la tesi, the last shot a questa triennale che finalmente sembra giungere at the end.
Se ne va lasciandomi non poche perplessità, una su tutte la scelta di continuare la magistrale. Non sapendo se sceglierla o no, intanto mi accontento dei corsi singoli e da giorno 11 si inizia con Pattern Recognition.
Se potessi esprimere un desiderio, adesso, forse non saprei cosa scegliere. Di cosa ho bisogno non lo so nemmeno io. Come direbbe il Mad Hatter "ho perso la mia moltezza ! " e, quando non si è più "moltosi" forse si ha bisogno di un wonderland. E allora mi sento un pò come la piccola Delacorix, la bimba Lulù del mio libro preferito che con la propria doll viaggia con l'immaginazione e va via da una prigione troppo stretta per lei.
La realtà è che oggi anche i sogni hanno un prezzo.
Chi non ha un futuro non può permettersi di sognare. Chi rimane tra il passato e il presente è già morto e, si sa, i cadaveri difficilmente sognano.
E mentre penso a tutto questo mi accorgo che la canzone è già terminata, che Bob canta già altro, che Whisky ha abbandonato il suo giocattolo per andare a dormire tra i miei piedi, che fuori le macchine continuano a scorrere lungo la tangenziale. Tutto va avanti anche senza di noi. Prima o poi ci farò l'abitudine, prima o poi m'abituerò.
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