Metto su un vecchio disco di Bob Dylan, Blowing in the wind fa irruzione nella mia camera spoglia.
Pochi mobili, disordine dovunque e pile di libri e fogli sparsi un pò everywhere.
I traslochi li ho sempre odiati.
Giorno 22, dopo ben 18 anni, cambio casa. Non so se effettivamente mi faccia piacere o mi dispiaccia.
Mentre cerco di pensarci provo a scrivere la tesi, the last shot a questa triennale che finalmente sembra giungere at the end.
Se ne va lasciandomi non poche perplessità, una su tutte la scelta di continuare la magistrale. Non sapendo se sceglierla o no, intanto mi accontento dei corsi singoli e da giorno 11 si inizia con Pattern Recognition.
Se potessi esprimere un desiderio, adesso, forse non saprei cosa scegliere. Di cosa ho bisogno non lo so nemmeno io. Come direbbe il Mad Hatter "ho perso la mia moltezza ! " e, quando non si è più "moltosi" forse si ha bisogno di un wonderland. E allora mi sento un pò come la piccola Delacorix, la bimba Lulù del mio libro preferito che con la propria doll viaggia con l'immaginazione e va via da una prigione troppo stretta per lei.
La realtà è che oggi anche i sogni hanno un prezzo.
Chi non ha un futuro non può permettersi di sognare. Chi rimane tra il passato e il presente è già morto e, si sa, i cadaveri difficilmente sognano.
E mentre penso a tutto questo mi accorgo che la canzone è già terminata, che Bob canta già altro, che Whisky ha abbandonato il suo giocattolo per andare a dormire tra i miei piedi, che fuori le macchine continuano a scorrere lungo la tangenziale. Tutto va avanti anche senza di noi. Prima o poi ci farò l'abitudine, prima o poi m'abituerò.
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