Tornato da lavoro mi lascio andare sul divano.
Ho messo su un disco di Faber e in questo momento "Hotel Supramonte" invade la stanza.
Sul tavolo accanto a me un calice di vino, pieno a metà. Temperatura ambiente.
Lo sorseggio nelle pause in cui mi fermo a riflettere su tutto ciò che vorrei scrivere.
Vorrei scrivere tanti pensieri, tante emozioni, ma la cosa essenziale al momento credo che sia il fatto che sto bene, che sto veramente bene.
Fino a qualche giorno fa sentivo l'esigenza infinita di dover dire ciò che sentivo, di dover dire a voce forte e chiara : "fanculo". Ma oggi non ne sento più la necessità.
La vita di chi mi ha lasciato alle spalle, di chi si credeva migliore di me, di chi si è accontentato di guardare il mondo solo da una prospettiva, reso cieco da chi lo affiancava. Non sento più la necessità di dover dare spiegazioni, di dover scusarmi. Con un egoismo estremo, posso affermare che sono quello che sono e questo mi basta. Non ho bisogno di voi. E, se non riuscite ad inseguire i vostri sogni, i vostri amori, senza di me, allora voi avevate bisogno di me. E io adesso non ci sono. Io non ci sono. Non ci sono.
L'arte non è solo un sogno che le nostre mani riescono a realizzare. L'arte è l'espressione d'amore più grande per il mondo. E il mondo richiede sacrificio, richiede di essere corteggiato, di divenire l'unico oggetto d'interesse per te, e solo allora, quando lo avrai innamorato, allora, potrai morire sussurrando parole d'amore.
Alla vostra salute.
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